Dentro la notte

Dentro la notte, oltre i suoi occhi neri e il manto blu
ho ritrovato un sogno dai capelli legati e calzini corti
aveva i colori delle fragole e delle angurie mature
del sole caldo di luglio che regala tinte più forti
profumi fragranti di verdi tipici di estive alture
e un’ombra non lasciava mai la mia mano, so ch’eri tu

col tuo sorriso spoglio di qualsiasi soffio di malinconia
la maglia a righe in cui cielo a terra si frammezzava
e i calzoncini corti che dichiaravano come una spia
le ginocchia sbucciate per qualche caduta o lotta brava
c’era luce, molta luce intorno e dentro il nostro cuore,
sganciati da ogni ombra, ogni inquietudine disastrosa,

da spazi angusti e doveri rispettosi alle scandite ore,
avevamo dalla nostra l’allegria, quella nei pori intrisa
e la vastità del tempo universale, senza inizio nè fine.
Tutta per noi, solo per noi è stata la notte madrina
di scaramucce mantenute dentro il cuore e il suo confine
tra i sorrisi e qualche broncio che s’è spento stamattina.

Daniela Cerrato, 2018

Donald Sultan, “Blue poppy”

Donald Sultan blue poppy

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Sfarfallìo amoroso

Rimarrò con te prima e dentro i sogni
con la nudità senza malizia di una bimba
sceglierò l’angolo caldo del tuo braccio
per appoggiarvi il viso ed i capelli
sentirò il tuo respiro che si fa riso
mentre invento per te i nomi più strani
con cui chiamarti a seconda dell’umore
e sotto il piumone che offre il suo tepore
ci addormenteremo col sorriso sulle labbra
felici di trovarci legati anche nel sogno
ove tutto ha i colori da noi decisi
sarà bello navigare dentro la notte
mordicchiando i dolcetti preferiti
senza dover nascondere ad altrui occhi
cosa si cela oltre i semplici canditi.

Daniela Cerrato, 2018

Nell’immagine: “Senza tempo, nella luna, nel vento” opera di Sara Stradi

Senza tempo - nella luna, nel vento.jpg

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La felicità non ha rima

La felicità si esprime in attimi
risolti in percezioni ed emozioni
è un vento leggero che attendi,
un prato verde nell’arido inverno
un fiore che ritrovi tra le pagine
di un libro smesso da tempo,
è un battito di ciglia
di fronte a occhi innamorati,
un gatto che si struscia
sulle gambe tristi e fredde,
è una parola qualsiasi
ch’è sinonimo di amore senza rima.
La felicità passa in un baleno
poi ti senti nuovamente triste
quanto o più di prima.

Daniela Cerrato, 2018

Ferdinand Hodler, “Emotion”, 1900
Emotion, 1900, Ferdinand Hodler.jpg

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Ore confuse

La pioggia di oggi non è attraente
priva qual’è di brioso picchiettìo
è pacata fiacca gocciolìo ansimante
tedio grigio medio, avaro di sfumature
uniformità che distribuisce monotonia
neppure un ombrello vive suo multicolore
strappando in visione tocco di buonumore
e nel passaggio al pomeridiano abbraccio
del giorno che pare quello d’ognissanti
scatta l’irresistibile improvviso abbiocco
il divano è li, lo guardo e non resisto
le due pomeridiane ma di mezzanotte odo rintocco.

Daniela Cerrato, 2018

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Se il troppo stroppia

“La pubblicità si può descrivere come la scienza di fermare l’intelligenza umana per il tempo necessario a spillarle quattrini” (Stephen Leacock)  Da questa massima  la mia riflessione….

Mettiti un bavaglio riprendi la decenza
tu che con invadenza e tracotanza valicasti
l’ultima frontiera della privata sfera

prima eri solo noioso sbadiglio, breve consiglio
previsto e cancellato da un cambio di canale
ora sei tecnologica ossessione intralcio al tempo

mercanzia varia in collisione con spazi già occupati
nella mente che sfoglia byte indigesti per lavoro
che viaggia ai bordi del giorno dai minuti contati

e si ritrova in balia di corrente che spinge fuori rotta
per te, pubblicità,  ogni momento è buono per lo smercio
ti insinui sfacciata pur se sai di essere mal tollerata

credi non sappia ove acquistare una mutanda, un auto, un forno
un detergente, un farmaco antiacido senza tua intrusione mediatica?
la tua mitraglia è arma  a doppio taglio, boomerang con ritorno

io non scavo una trincea, non prendo mira ma se mi preme acquisto
in lista ometto i non papabili al contatto, tutti coloro che sparano
e neppure di soppiatto sul tempo sofferente quanto le mie tasche

colme non certo di denaro ma d’improperi a tinte fosche
poichè non sempre funziona l’assiduo lavaggio del cervello
cui manca benchè minima allegria del buon vecchio Carosello.

Daniela Cerrato, 2018

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Vento dispettoso

Ventilava quel giorno,
lievi folate di brezza
soffiavano a sorpresa
come bimbe dispettose,
di quelle che sollevano
piccoli sbuffi di polvere
e qualche granello finisce
tra le rime palpebrali,
causando lacrime cui il cuore
per circostanza non partecipa.
Il cielo d’un pallido azzurro
era affamato di altro blu
poi ti vide passare leggera
in elegante giallo napoli chiaro
e nell’ennesima folata lanciata
tentò di riprendersi seccato
quel cobalto chiaro che sventolava
dal velo del tuo cappello dorato
già che vederlo così soffice pensava
gli fosse stato in quel modo rubato.

Daniela Cerrato, 2018

“The Blue Veil” dipinto di  Edmund Charles Tarbell (1898).

The Blue Veil by Edmund Charles Tarbell (1898)..jpg

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Passaggi di tempo

Va da sè che col tempo il nostro animo si deforma, assume asperità inaspettate o si smussa dietro precise dittature del cuore. Una trasformazione obbligata ma rincresce
comunque perdere la copia autentica del nostro io…Penso e mi chiedo chissà come sarebbe ora, fosse rimasto intatto, completamente inalterato dalle altalenanti forzature della vita… Ci si osserva con occhio critico ed è come vedere il nostro volto deformato attraverso un bicchiere pieno d’acqua; ci si riconosce per istinto ma pare strana la nostra primaria indole, così cambiata attraverso le sommate stagioni e anche se sentiamo che dall’interno bussa con rabbia non possiamo più cambiarle i connotati ormai…

Daniela Cerrato, 2018

© John Midgley Photo

© John Midgley

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Gli aironi neri – Nomadi

Gli aironi neri, attraversano il cielo,
l’inverno bianco, scende dal nord,
l’estate gialla, s’è nascosta nel mare,
il vento freddo sta correndo sui prati.

Ma io e te amica mia, con le mani nelle tasche,
camminiamo sulla strada, e l’estate ancora dentro,
con un sogno di maree e di corpi caldi al sole,
e di voci nella notte, notte chiara.

Tu che conosci il mare, portami via con te,
dove la gente veste solo dei suoi colori,
tu che conosci il mare e il vento suo padrone,
riempi quella vela e rompi quelle onde.

La nebbia grigia, ha riempito le strade,
lampioni persi sulla riva del fiume,
l’estate gialla, c’è rimasta negli occhi,
la pioggia bianca, copre le strade d’argento.

Ma io e te amica mia, con le mani nelle tasche,
camminiamo sulla strada e l’estate ancora dentro,
con un sogno di maree e di corpi caldi al sole,
e di voci nella notte, notte chiara.

Tu che conosci il mare, portami via con te,
dove la notte è chiara e il cielo è più vicino,
tu che conosci il mare e le stelle come guida,
prendi quel timone e insegnami la via.

 

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Vista dall’alto

Passaggi di aerei nella notte
puntini di luce intermittenti
che si uniscono alle stelle.
Ci si immagina su rotte fantasiose
sospesi a osservare questo lembo
di terra che risplende di fosfori,
disegno di un luna park lontano
in cui si piange si uccide si ride
si fa l’amore per cuore o mero istinto
e la mappa delineata dalle coste
segue l’andamento che abbiamo in mente,
più si sale più appare netto e distinto
il corpo di questo italico stivale
per piede sinistro o destro, è ambivalente,
troppo bella la sua immagine aerospaziale.

Daniela Cerrato, 2018

Sicilia-Italia-vista-dallo-spazio.jpg

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In odor di putrescenza

“L’ipocrisia e la distorsione sono catene che passano sotto il nome di religione”  (Mahatma Gandhi)
segue mia interpretazione  ———————————————

Imputridisce lo stare a mollo nell’ipocrisia
come fiori nell’ acqua in marcescenza
se il cervello si suicida per incompatibilità
il corpo si affloscia, si piega fino a sfiorare
il suolo, ma puzza di marcio anche quello
calpestato da altrettanta ipocrisia…
quale elemento non è macchiato
dall’umana falsità carnevalesca?
Finti santi, fronti incenerite
bigotte vite senza ideali autentici
sputano giudizi sulle altrui vite
pur di non vedere la loro nefandezza
menzogneri di se stessi, acute lingue biforche
non sarò complice della vostra sfrontatezza
che ben s’allarga per divenire normalità
certo non saranno le Sacre funzioni che rifuggo
a ripulire la coscienza di bieca ostile umanità

Daniela Cerrato, 2018

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