al prossimo autunno

Vendute montagne di agrumi e carciofi
spento il braciere di caldarroste
spremuti tutti i melograni.
Lillo è ripartito per la sua Sicilia
il banchetto riaprirà ad ottobre,
la sua simpatia ha ringraziato tutti
in ultimo con saluti scritti a mano.
Centoventi giorni di vivace presenza
lasciano mogio lo slargo  Garibaldi
e i saldi mancano essenza di calore.
Se manca un simbolo di umanità
 il resto è solo passabile a metà .

Daniela Cerrato

reblog : Circa gli insulti — Fondazione Erri De Luca

A chi mi insulta posso far sapere: ”che sta perdenn’ o tiempo e ‘a serenata”.

Su Internet è diffusa l’usanza dell’insulto. Senza arrivare alla calunnia e alla diffamazione, per le quali si procede con querela, è diventato normale trovare nei propri profili una sequenza di maledizioni anonime.Naturalmente c’è il termine inglese pronto all’uso con la sua definizione che non definisce: haters. Con il verbo to hate, odiare, si classifica una serie…

Circa gli insulti — Fondazione Erri De Luca

invece

nell’invece frequente
è sempre croce e mai testa,
i vezzi personali sfumano a garantire
la necessità di esserci dove due mani
più non riescono ad arrivare.
Riprese le sere a osservare la luna
nitida a spicchio di cedro
quadro minimalista en plein air
privo di cornice. In appendice,
meretrici d’astrologiche bufale,
stelle poco romantiche e senza coda,
millantano un folgorante passato,
la notte in ciniglia blu addenta pace
gustando la carezza fresca
di un fondente zuccherino alla menta.

In mare aperto impossibile toccare costa.

Daniela Cerrato

vetrina fotografica: Alain Rivière-Lecœur e la forza delle fotosculture

Alain Rivière-Lecœur vive e lavora attualmente a Parigi. Ha iniziato la sua carriera a New York nel 1990 lavorando con il ritrattista Hans Namuth per apprendere le tecniche e i trucchi della luce e con lo stilista Dono Sagramoso per comprendere le texture e le caratteristiche dei materiali.
Ha fatto tesoro dei molteplici incontri con artisti di esperienze diverse, reporters, ceramisti, rappresentanti della dinamicità, del movimento, che gli hanno permesso di sperimentare e di esplorare la fotografia attraverso varie tematiche.

Il suo interesse si è concentrato sulle sostanze organiche, terra, argilla, pietra, tutto quelli che sono i componenti che legano, compongono e si combinano nell’universo. Così è arrivato alle fotosculture, fotografie in cui i corpi sono fissati nell’istante ottimale della loro bellezza plastica e dinamica, in momenti di intenso abbandono e forza emotiva; ripresi nella mobilità di una torsione, rivelati nell’apparizione attraverso l’argilla in una rappresentazione personale della Genesi, facendo della terra il legante che li accomuna e li vincola.

Attraverso l’obiettivo riesce a impastare, modellare scolpire corpi fusi fra loro, volti a palpebre serrate, placati dopo la lotta, dopo l’amore, nel dolore e dopo la tragedia, ispirandosi alla mitologia e al classicismo; attraverso una perfetta simbiosi con la materia, da cui sembrano essere inghiottiti o espulsi, rende i corpi indistinguibili in una sorta di mimetismo e fossilizzazione, creando un forte impatto visivo nell’eterno ciclo di vita e morte.
Ha esposto a Parigi, New York, Milano, Arles, Shanghai ecc… il suo sito ufficiale è: http://www.alainrivierelecoeur.com/

adelantando

l’urgenza perde luoghi e date
salta consegne, va fuori tempo,
antepone l’assurdo agli occhi,
appunta significanze sul diario
risvegliando abitudini remote.
L’angolo paradisiaco attende
in qualche penombra silente,
già pare buona grazia il sonno
ma la troppa stanchezza tribola
a trovare morbido un cuscino.

Daniela Cerrato

scultura di Igor Mitoraj

di notte in giorno

Rosa e grigio fumo marcano nubi
minute e sparse a distanziare sguardi
ancora sordi alla danza delle ore.
Su auto e visi un freddo secco
il becco dei volatili ancora dorme,
orme di ieri trascorsi ravvivano ansie
scordano il latte traboccante al fuoco,
roco il buongiorno a ricordare posologia.
È gioco facile immedesimarsi a Oslo
ove l’urlo di Munch l’animo assorda.

Daniela Cerrato

fuori ogni tempo

Bambini svezzati da urgenze e solitudini
presa la rincorsa da fredde periferie
espedienti appresi imitando la strada
impietosa  al passaggio di occhi orfani.
Scaltri, mani e sguardi lunghi, frecce veloci
a seminare accalappiacani, nani cresciuti
senza conoscere le umane braccia del sole 
carattere forgiato tra incudine e martello
ogni simile fratello, ogni spigolo un graffio
lisciato con saliva. Gli anni non fanno testo
quando si cresce in fretta è un forfait di vita,
si fumano le pause tra una salita e l'altra
fino all'ultima, fino a scandire le ore
di un orologio mai tenuto al polso.

Daniela Cerrato

Helen Levitt – boys with cigarettes, 1940

granelli

l’onda oltrepassò la battima
cancellò tracce credute impermeabili
e quando poi s’aggiunse l’intemperia
fece sorridere la puerile convinzione
che la struttura del castello di sabbia
potesse vincere le sfide della ragione.

Daniela Cerrato

Eduardo Mazzeo