è pieno giorno ma si può sognare

L’immaginazione può colorare una giornata spenta
sugli sfondi chiaroscuri del cielo,
prestidigitiamo con la complicità della luna
fattasi sfera fosforescente, in passaggi lenti,
aggraziati, formando parabole ampie.
Lanci e rilanci creano scie luminose iridescenti
simili a code di comete rilucenti, si lo so
è pieno giorno, ma si può sognare ad occhi aperti
senza assunzione di alcool o stupefacenti,
solo con la fantasia ch’è mai assopita
si vivacizza un noioso grigiore di giornata.

– Daniela Cerrato

Immagine by © Mari Feni photography
Mari Feni.jpg

Annunci

Alla dolcezza del cuore

Reblog dal sito di Lino Di Gianni

Lino Di Gianni

Alla dolcezza del cuore

Osso, pioggia
dentro una scatola a carillon
con un po’ di cenere e mascara 
con i pantaloni corti
e un riso che sfuggiva ai dintorni.
Alle finestre non vedevi tendine
e il sole quando calava
tornava in fretta dopo.

Alla dolcezza del cuore
preferivi quella del frappè
alla vaniglia, due carezze
al cane non mancavano mai.
Gli occhi, scappavano continuamente
come latte versato che
esplorava gli angoli.

E la lampadina, sotto le lenzuola
per continuare un libro
e il tuono fulmine
sotto la capanna
per sentirsi bosco.
Quello che si mangiava
era in attesa del dopo,
forse il correre del pallone
forse afferrare la coda di cavallo
di Anna, mentre si nascondeva.

Delle lucciole nel pugno
del vino con la neve
del mulo a spartir confini
dissi altrove.

Incredulo ritrovo il mio contar
mentre tu sguardi.

( lino di gianni )

75903_10200807193318144_78478758_n

View original post

il tuo ricordo ha il gusto di limone e salvia (dedicata a mia nonna)

Raccontavi senza nostalgie dei tristi tempi,
degli anni quaranta tu poco più che ventenne,
le iridi azzurre nel collo rialzato del paltò
la morbidezza della lanuggine di un copricapo
abbassato al limite d’una minima visuale,
camminavi altera affondando spesso nella neve
degli inverni che il lupo non si mangiava.
la sirena della fabbrica allertava il passo,
le patate lesse in ampie tasche distribuivano calore
alle tue mani sottili nascoste al gelo e tastavi
quel cibo di tempi in cui si faticava anche a dormire,
eppure la tempra giovane si doveva sfruttare.
Dicevi con piglio e sguardo severo di ciglio
– mica come adesso che il benessere fa lamentare
chi neppure immagina le veglie ai chiari di luna
nella paura d’un coprifuoco da guizzare veloci
lasciando tutto e niente e nel letto spente le braci.-
La magrezza e il tuo biondo capello ondulato
mi ritornano in mente con la tua voce un po’ roca
a tratti dolce o decisa come una limone e salvia,
caramella dura che succhiavi coi tuoi rari denti.
tu non lo sai ma qualche volta ne scarto ancora,
sempre uguale il sapore, identica carta le avvolge,
e sorrido quando penso a come sarebbe terribile e dura
la tua opinione sui tempi attuali e le disorientate bolge
per te che andavi fiera di un ideale e lo urlavi ai venti.

– Daniela Cerrato

le pale del vecchio mulino

In un rigore statico le pale del vecchio mulino
ferme in posizione della croce segnano la fronte
del cielo che riflette le sue tinte al tramonto,
altre energie hanno fermato il moto innocente
dei semplici ingranaggi che mai sparsero veleni
ma alle sue eliche la tecnologia ha messo i freni
e pare di sentire il suo nostalgico mesto pianto
accanto all’abbandono che gli si è creato vicino
.
– Daniela Cerrato

dipinto di Piet Mondrian
Piet Mondrian.jpg

quelle falene sempre presenti

Appena cacciate son già alle spalle
quelle falene che chiamiamo ossessioni,
ti inseguono ovunque nei circoli più soavi
della mente, si appostano dietro un anello
di quel labirinto intricato di sinapsi,
sanno che ti possono sorprendere in un attimo
di vuoto mentale, e si insinuano bastarde
a spezzare quel percorso abbozzato di pace,
così quel giardino virtuale di amenità barocche
architettato con paziente ricerca del bello
crolla e si disperde in una scia di fumo
con la rapidità di una cicca che si smorza,
tu rimani con le appiccicose idee persistenti
che distruggeresti ma non sai come. ed imprechi.

.Daniela Cerrato

Gioielli Rubati 14: Riccardo Mattii (Sin Apsi) – Aglaja Veteranyi – Mario Benedetti – Brigida Liparoti – Sotirios Pastakas – Lance Sheridan – Bianca Bi – Daniela Cerrato.

almerighi

Riccardo è stato una persona bella, sincera, ironica e urticante oltre tutto. Ricordo scontri epici con Lui, ma mai oltre il limite: e pur non avendo una lira, volle partecipare al crowdfunding di Caleranno i Vandali, la sua morte è stata una vera perdita. La sua presenza mi fa capire, una volta in più, quanto sia importante vivere la vita nel migliore dei modi, senza pentirsi di un solo istante vissuto, ma anche l’irrequietezza confusa e contusa, giusto per tentare l’ossimoro col silenzio. Pensando che, malgrado tutte le merde pestate ogni giorno, il mondo è bello perché ci sono e ci sono state persone belle come Lui. Ripartiamo da qui, nonostante la voce sia ancora poca e qualche dolore di troppo persista.

Alla cara memoria di Riccardo Mattii, gli amici non ti dimenticano.

Allo stato terminale di te stesso
i pensieri sono grosse formiche nere
che richiamate dal crepuscolo
procedono…

View original post 892 altre parole

Reblog: una banana a te una banana a me

poesia yoklux

non hai editore
non hai estintore
puoi dar fuoco
a ciò che vuoi
la libertà è terribile
puoi ascoltarti Rota
pensando all’avanguardia
o a Fuga come ad un genio misconosciuto
puoi essere destra e sinistra e centro
o qualunque altra cazzata politica
tutti li farai scontenti
farai digrignare i denti
spalancandoli quegli occhi spilli
‘sti fetenti
che sono inquadrati e hanno
la villa col filippino
il giardino con le rose
e i banani grandi e grossi.
shit.

View original post