gracidìo notturno

Per  un efficace momentaneo oblìo
meglio il sonno o l’ebbrezza?
il dubbio mi è breve poichè
pur non avendo gran dimestichezza
la gioia di sbottonarsi totalmente
riversando tutto ciò che è in mente
è apoteosi per ogni rospo in gola
di godere illimitata libertà di parola
incensurata lingua, soddisfazione grezza,
non fosse per i già bolenti spiriti
che questa calura mi tira addosso
me la farei una fiasca di buon rosso.


E  neppure ho sonno.

– Daniela Cerrato

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Western Stars, Bruce Springsteen

I wake up in the morning, just glad my boots are on
Instead of empty in the whispering grasses
Down the Five at Forest Lawn
On the set, the makeup girl brings me two raw eggs and a shot of gin
Then I give it all up for that little blue pill
That promises to bring it all back to you again

Ride me down easy, ride me down easy, friend
Tonight the western stars are shining bright again
Here in the canyons above Sunset, the desert don’t give up the fight
A coyote with someone’s Chihuahua in its teeth skitters ‘cross my veranda in the night
Some lost sheep from Oklahoma sips her Mojito down at the Whiskey Bar
Smiles and says she thinks she remembers me from that commercial with the credit card

Hell, these days there ain’t no more, now there’s just again
Tonight the western stars are shining bright again

Sundays I take my El Camino, throw my saddle in and go
East to the desert where the charros, they still ride and rope
Our American brothers cross the wire and bring the old ways with them
Tonight the western stars are shining bright again

Once I was shot by John Wayne, yeah, it was towards the end
That one scene’s bought me a thousand drinks, set me up and tell it for you, friend

Here’s to the cowboys, and the riders in the whirlwind
Tonight the western stars are shining bright again
And the western stars are shining bright again

Tonight the riders on Sunset are smothered in the Santa Ana winds
The western stars are shining bright again
C’mon and ride me down easy, ride me down easy, friend
‘Cause tonight the western stars are shining bright again

I woke up this morning just glad my boots were on

 

manna per la colecisti

Teste calde buttan fuoco sull’incendio
vai a spiegar loro che occorre acqua,
recitano la parte di cattedratici puristi
senza mostrare alcun esempio, matite blu
che segnano e non insegnano. Di tiratori
è fatto lo stivale, di gente che accusa,
sminuendo a priori l’altrui operato
senza aver mai dimostrato un lavoro,
l’anonimato protegge gli infiltrati
che s’atteggiano a nazipatentati,
giudici piovuti dall’alto a menar lagna
quando dovrebbero esser dietro una lavagna.

Daniela Cerrato

inferno o paradiso

Il cemento assassino non perdona
marciapiedi arrostiscono suole
lente a procedere per non sudare,
la cappa opprimente delle quattordici
è un pugno secco in pieno viso.
Sull’ annuncio funebre si legge
dopo la funzione il feretro
sarà accompagnato al forno crematorio,
tutto sommato stiamo peggio noi
a morire di morte lenta, sotto brace,
tu mi dici che domani sarà più caldo…
Non solo per la defunta va la mia prece.

  • Daniela Cerrato

fiere d’estate

Lo stacco di stagione riesuma codici d’amore,
specchiate lenti riflettono bicipiti tatuati
bordi piscina scogli sabbie  e un denso afrore
è rumine stramasticato, consuetudine indigesta
unta adunata da mal di testa che rifiuto
come il sole che cuoce selvaggina spiumata.
Si respira meglio fuori dai giochi adulti
l’imprevisto di una muta meraviglia,
la nudità non rintocca al miracolo
lo sguardo scivola senza cogliere differenza
da altri stimoli s’abbevera la mia sete,
introvabili in orgiastica abbondanza.
Scanso la folla, la fiera d’estate conformata
al cocco fresco, a telo e borsa insabbiata,
al chiasso feroce, al solleone che brucia
e pregusto d’autunno la preferita cornice
quando del mare riesco a udire ciò che mi dice.

– Daniela Cerrato

un film, una storia

Urla l’amore tra i mitra
si veste di bianco e di sangue,
il tempo è sleale nel colmare
ammanchi di vita. La sopravvivenza
iniziale apre a un futuro probabile,
i prescelti armati del solo cuore
mordono stretto il loro destino,
bizzarri eroi loro malgrado
che curano le rispettive carni ferite.
L’amore nato in tragedia è a prova di spine,
vive di propria febbre, sopravvive braccato
dall’assurdità della sorte. Esaurite le carte
si sublima, non muore disintegrato dalle mine.
– Daniela Cerrato

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L’usignolo, poesia di Nevio Mastrociani Bertola

L’USIGNOLO

A notte quieta,
tra l’odorosa siepe di lavanda
fermo, attento e nascosto,
il piccolo cuore amico mi aspettava

Saltellando e volando lesto
di ramo in ramo tra il fico ed il pesco,
l’odo gorgheggiare nell’ oscurità.
e leggero alla fraterna mano posare
e le donate briciole di pane beccare in rapidità.

Lieta è l’ ora e il subito schiarir dell’aurora
e dell’ allodola il canto ascoltare nel creato
quasi il ciel lodare pel nuovo nato e
il gioir dell’attività vitale de’ passeri a tutt’ ore
da mane a sera sino al posar del sole.

L’orto alla laboriosità ed alle cure grato
generosamente ricambiare,
si come il breve prato, di fiori colorato
e- di farfalle il punteggiare.

D’ improvviso forse per incanto o per magia,
tutto scompare, tutto via!
Posti auto e box a pagamento;
molto importante, assai utile e
rigorosamente tutto in cemento!

Così pare.

 

– Nevio Mastrociani Bertola

da qui:  http://neviomastrociani.it/

fragile pensiero

Figlio d’uno sbadiglio t’ho udito
per qualche istante, ma per mia svista
arrestai tua muta da pupa a farfalla,
di sicuro hai scelto la tua via
iniziando a vagare per la stanza,
sostando sull’organza d’un redò,
bevendo luce da un cesto di limoni,
cogliendo dal giardino svariati suoni
regalando al cielo qualche secondo.
Sei sfuggito tra sfumi di colori
che il risveglio lento contempla,
vorrei tornassi col tuo brillìo fioco
vago ma pur vero. Ripartiamo da zero,
fuori dal mio dormiveglia di cui sei tòco
ti offro un caffè, mio fragile pensiero.
– Daniela Cerrato