reblog: 8 ball eyes

Born again

Parlami di una storia
purezza dello stagno
suono di fresco
giornata assetata
di ombre e di luci

della fatica dei passi
del gigante e delle sue vertigini
dell’edera e dei rovi
senza spine nè serpi

odo

Primavera capricciosa
nascono muse e ninfee
gemme adornano gli occhi
i fiori novelli e quelli non nati
sabbia tiepida al tramonto

scrollo il capo volto all’infinito
e la pioggia è passata

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coniugazioni

La forma verbale un po’ stona
forse è participio passato
non scandire amore, relegarlo
al volto alato della parola.
Appendere gli occhi al muro
ascoltare musica ubriacandosi
con un bagliore oceanico,
la bellezza quale caldo colore
l’attesa meridiana di calore.

-Daniela Cerrato

♪ ♫ ♬ evening sound ♪ ♫ ♬

una bella cover dei Pomplamoose di “Les copains d’abord” (Georges Brassens)

Non, ce n’était pas le radeau
De la Méduse, ce bateau
Qu’on se le dise au fond des ports
Dise au fond des ports
Il naviguait en pèr’ peinard
Sur la grand-mare des canards
Et s’app’lait les Copains d’abord
Les Copains d’abord
Ses fluctuat nec mergitur
C’était pas d’la litterature
N’en déplaise aux jeteurs de sort
Aux jeteurs de sort
Son capitaine et ses mat’lots
N’étaient pas des enfants d’salauds
Mais des amis franco de port
Des copains d’abord
C’étaient pas des amis de luxe
Des petits Castor et Pollux
Des gens de Sodome et Gomorrhe
Sodome et Gomorrhe
C’étaient pas des amis choisis
Par Montaigne et La Boetie
Sur le ventre ils se tapaient fort
Les copains d’abord
C’étaient pas des anges non plus
L’Évangile, ils l’avaient pas lu
Mais ils s’aimaient tout’s voil’s dehors
Tout’s voil’s dehors
Jean, Pierre, Paul et compagnie
C’était leur seule litanie
Leur Credo, leur Confiteor
Aux copains d’abord
Au moindre coup de Trafalgar
C’est l’amitié qui prenait l’quart
C’est elle qui leur montrait le nord
Leur montrait le nord
Et quand ils étaient en détresse
Qu’leurs bras lancaient des S.O.S.
On aurait dit les sémaphores
Les copains d’abord
Au rendez-vous des bons copains
Y avait pas souvent de lapins
Quand l’un d’entre eux manquait a bord
C’est qu’il était mort
Oui, mais jamais, au grand jamais
Son trou dans l’eau n’se refermait
Cent ans après, coquin de sort
Il manquait encore
Des bateaux j’en ai pris beaucoup
Mais le seul qu’ait tenu le coup
Qui n’ai jamais viré de bord
Mais viré de bord
Naviguait en père peinard
Sur la grand-mare des canards
Et s’app’lait les Copains d’abord
Les Copains d’abord
Des bateaux j’en ai pris beaucoup
Mais le seul qu’ait tenu le coup
Qui n’ai jamais viré de bord
Mais viré de bord
Naviguait en père peinard
Sur la grand-mare des canards
Et s’app’lait les Copains d’abord
Les Copains d’abord

……………..

sassi banzai

Sei rapida giunta d’improvviso
a dar fiato a mulinelli stanchi
di vorticare in tondo. Sassi banzai
si tuffano a valle, ruzzolando ciechi
poi si ricompongono a fine corsa,
storditi e meravigliati del nuovo
cielo, così uguale, così diverso.
Tutto è luce, anche lo schianto
e il pulviscolo che si fa arcobaleno.

.Daniela Cerrato

“Waterfall” – Gustav Klimt

 

dialetti

Perle di terra coltivata
retaggio di bauli aperti
a ogni corredo tramandato.
Mogli buoi e paesi tuoi,
l’almanacco lunare, il frate
nel letto, rame da lucidare,
lavanda da essicare.
L’italiano? lingua estera!
Quelli di città mica sanno
che tutto viene a taglio
anche le unghie a pelar l’aglio.
La traduzione perde colore
il dialetto ha più spessore,
ora il linguaggio è globale
ha passaporto, fa ampi voli
stravolge il devoto oli.
Triste dimenticare radici
di arcaiche voci genitrici.

-Daniela Cerrato

Iggy Pop recita Lou Reed

una poesia di Lou Reed del 1970

Siamo persone senza terra
Siamo persone senza tradizione
Noi siamo persone
che non sanno morire serenamente,
a proprio agio
Siamo i pensieri dei dolori
la fine del domani
Siamo i ciuffi dei governanti
E i giullari dei re
Siamo le persone senza diritto
persone che hanno conosciuto solo bugie e disperazione
persone senza un paese, una voce o uno specchio
Siamo lo sguardo di cristallo
ritornato attraverso la densità e l’immensità di una nazione impazzita
Siamo vittime del manifesto indicibile della mancanza di profondità
Di vuoto pieno e pesante
Siamo le persone senza dolore
Che sono andati oltre l’orgoglio e l’indifferenza nazionale
una parodia dell’istinto
Siamo persone disperate
oltre l’emozione perchè sfida il pensiero
Noi siamo persone
che concepiscono la nostra distruzione e la compiono lecitamente
Siamo gli insetti del pensiero di qualcun altro
una vittima del giorno, della notte, dello spazio e di Dio
Senza razza, nazionalità o religione
Siamo le persone, persone, persone.

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lo sconcio

Coniugando privati desideri

farsi palpare seni e natiche

non è oltraggio nè peccato,

sconcio è farsi toccare

nei segreti più intimi

permettere il furto di un passato

reliquia, aprire il tabernacolo

dei sogni e idolatrati affetti,

sporcare candori sepolcrali

laddove I fiori non sono

di Baudelaire e si scaldano

al calore più sacro della vita.

– Daniela Cerrato

reblog: ANNI FA COME OGGI

massimobotturi

Quanto mi dura la mano tua alla guancia
mi pare nata lì da cent’anni, così calda
sospinta da un amore improvviso.
Sono cose
che impari con l’età e il turbamento
col cuore malandato ma ancora pronto.
Cose
che a dirle non fa mica giustizia.
E allora taci, ti gonfi il petto come le rane
e benedici, ogni granello santo di vita che ti preme.
Disteso, con un’ostia da fare
sto qui in ombra.
Mi pare solo adesso di appartenere al mondo.

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