“Stelle”, di Arcangelo Blandini

LE STELLE
Nella notte profonda
risplendono le stelle;
s’attardano sui poggi,
si levan per l’azzurro,
pendono scintilanti
dagli spazi supremi
seguon le declinanti…

O vergini sorelle,
o chiomate di luce
ancelle del mistero,
una vaga armonia
mi giunge; sovrumano
susurro: inno lontano?
dubbioso lamento?

Nella notte profonda
risplendono le stelle:
raggi d’oro,d’argento,
chiarità di viola
che avvivan l’infinito:
delizia dello sguardo,
indomita speranza
e fatale tormento.

Arcangelo Blandini ,da “Poesie”, 1932.

Dipinto di Anna Valle, “Dal settimo cielo all’abisso profondo”

Anna-Valle__DAL-SETTIMO-CIELO-ALL-ABISSO-PROFONDO_g

Pubblicato in Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , , , | 2 commenti

Senryu 22.4.3

L’ombra ti segue,
non è spia nè giudice,
ti accompagna.

Daniela Cerrato, 2017

DONNA-OMBRA....jpg

Pubblicato in Poesia, Senryu, Senza categoria | Contrassegnato , , , , | 3 commenti

Senryu 22.4.2

Su corpo nudo
non c’è luce nè ombra
che muti beltà.

Daniela Cerrato, 2017

__ Photo by by Lucien Clergue __

by Lucien Clergue.jpg

Pubblicato in Poesia, Senryu, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | 1 commento

Senryu 22.04

Per tradizione
l’urlo del samurai
gela il sangue.

Daniela Cerrato, 2017

 Okimono in avorio lavorato che rappresenta un Samurai con l’elmo kabuto

Japanese carved ivory okimono. Samurai soldier with kabuto helmet. Monochrome details.jpg

Pubblicato in Poesia, Senryu, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , | 4 commenti

Gioia attesa

Il dolce sapore
di una particolare carezza
vale un’attesa
che pare sfiorare l’eternità
e quella traccia,lieve sul viso,
scalderà l’anima
per un tempo infinito.

Daniela Cerrato, 2017

Foto di Yelena Yemchuk per Vogue Italia, Aprile  2017

Keira Knightley photographed by Yelena Yemchuk for Vogue Italia April 2017.png

Pubblicato in Senza categoria, Poesia | Contrassegnato , , , , , , | 2 commenti

Margherite

Fra le macchie del prato
v’è una candida semplicità
di minuti e pallidi volti,
numerosi e fitti, bianche onde
tra il verde tenero e precoce,
sottile manto tremante
al freddo di una pigra primavera.

Mi sembrano oltremodo infreddoliti
quei piccoli astri un po’ sbiaditi,
incollati a un ritto stelo ancorato
alla bruna terra, e i loro petali
allungati e stretti a corona,
incurvano le punte per porre riparo
al pungente pizzicore del mattino.

Daniela Cerrato, 2017

daisy-344250_960_720

Pubblicato in Senza categoria, Poesia | Contrassegnato , , , , , , | 8 commenti

“I baci”, di Albert Mockel, traduzione di Marcello Comitini

La poesia “I baci” tratta dalla raccolta “Clartés” di Albert Mockel (1866– 1945) è una delle sei facenti parte di un capitolo dal titolo “Reprimande a Bilitis” (Rimprovero a Bilitis); in queste sei liriche c’è un riferimento evidente all’opera di Pierre Louys (1870 –1925), autore francese la cui opera più conosciuta è appunto “Les Chansons de Bilitis”. In realtà l’opera di Louys fu una mistificazione, frutto di un bizzarro esperimento letterario col quale l’autore inventò di sana pianta una poetessa greca dell’epoca di Saffo, Bilitis appunto, innamorata come lei di varie fanciulle, in particolare la bella e traditrice Mnasidika.
Ma torniamo a Mockel e alla sua poesia, che si trova in questo spazio solo grazie alla traduzione dell’ormai insostituibile Marcello Comitini, cui vanno i miei ringraziamenti.

              I BACI            di Albert Mockel,traduzione di Marcello Comitini

                                                             ”   Chiudi dolcemente le braccia come
una cintura attorno a me!”
Pierre Louys. Les chansons de Bilitis,LXV

Alza le tue braccia nude, Bilitis!

Un’ombra dalle labbra tenere
tiepida come il fiato d’un iris
vaga di curva in curva e scivola
verso la tua bocca, in un dolce gioco.

Per incantarti si spoglia mollemente
dei suoi abiti di paleo odoroso,
e morbidi come onde sulle tue guance,
i lunghi riccioli disciolti, contraddicono
l’azzurro predestinato che gela i tuoi occhi duri.

Innamorata Bilitis, amorosa d’amore!
l’ombra amata, delle tue mani prigioniera
a sua volta imprigiona la tua bocca:
docile, nelle tue labbra dai contorni sottili,
un bacio lancinante esita, tu lo guidi….

E la curva immortale dove si adagia il giorno
per ingannarti dipana nel silenzio delle sponde
le matasse mescolate di tenebre perfide.

A Study of Rodin's Kiss in his Studio by Gwen John

LES BAISERS. (Albert Mockel)
 “Ferme doucement tes bras  comme une ceinture sur moi !”
  Pierre Lodys. Les chansons de Bilitis, LXV.

Lève tes bras nus, Bilitis !

Une ombre aux lèvres cajoleuses,
tiède comme une haleine d’iris,
de courbe en courbe rode et se glisse
vers ta bouche, en douce joueuse.

Pour te ravir elle dénoue
aux flouves mollement sa vêture,
et souples, en onde à tes joues,
les boucles longuement déroulées désavouent
l’azur prédestiné qui glace tes yeux durs.

Bïlitis amoureuse, amoureuse d’amour !
l’ombre aimée, en tes mains captive,
captive ta bouche à son tour:
docile, en tes lèvres aux subtils détours,
un baiser lancinant hésite, que tu guides….

Et la courbe immortelle où s’enroule le Jour
pour t’abuser dévide au silence des rives
des écheveaux mêlés de ténèbres perfides.

albert_mockel

Nell’immagine: Albert Mockel

Pubblicato in Poesia, Senza categoria, Traduzioni | Contrassegnato , , , , | 6 commenti

“Dafne”- Arcangelo Blandini (1899 –1974)

Arcangelo Blandini, catanese è scrittore meno noto di Saba, Montale, Ungaretti o Gozzano ma è comunque un notevole rappresentante della poesia italiana del novecento. Collaborò dagli anni ’30 a giornali e riviste tra cui il periodico “Quadrivio” ed il quotidiano “Il Tevere”  di cui divenne redattore capo della pagina culturale.
Nel 1932 , quando aveva già al suo attivo la pubblicazione di diverse poesie e articoli di critica letteraria,  il critico ed editore Giovanni Scheiwiller gli pubblicò il primo volumetto “Poesie”.
Il ritratto più bello di Arcangelo Blandini è quello che gli dedicò Vitaliano Brancati nel 1961 nel “ Diario Romano” scrivendo:
“ Non so quanti intellettuali possegga l’Europa che abbiano la purità di Arcangelo Blandini: se fossi un grande poeta mi basterebbe per cinquant’anni  di venir letto soltanto da lui. La sua ripugnanza alla pubblicità, ai complimenti dei lettori e dei critici, l’ha fatto vivere per anni rintanato in una casetta di Catania fra vecchi alberi, cespugli incolti e rustiche terrazze attraversate da gatti: questa ripugnanza gli è talmente incarnata nei nervi che egli sente un direttore di giornale o un editore come un ermellino sente il cacciatore armato. Qualunque persona è in grado di fargli passare una penosa notte proponendogli la pubblicazione dei pochi versi che egli ha scritto in tutta la sua vita. Questi versi, io li conosco in parte, e non voglio giudicarli, ma come non dire che egli possiede un po’ di quel soavissimo olio del quale sono uniti i versi del Petrarca e del Leopardi?. (So che, pubblicando queste mie parole perdo la sua amicizia; ma non è la prima volta che fra un amico e la verità scelgo la verità). Sotto il regime fascista egli visse in disparte accordando, non so in quale modo, la dolcezza estrema del suo carattere e l’odio per le cose che gli stavano attorno; e poiché per rendere taluni contrasti le espressioni più serie sono i giuochi di parole, dirò che egli si amareggiò sino al limite della sopportazione, ma non finì mai di essere il più dolce uomo di questa terra. Trascorreva intere giornate sdraiato sul letto con un libro sulle ginocchia e riconosceva nel vento, che aveva cambiato direzione, la nuvola ch’era passata poco avanti e ora tornava a passare. E’ superfluo dire che il suo nome non è registrato nell’elenco degli iscritti al fascio né fra i componenti le accademie. E nondimeno, caduto il fascismo, quando insieme ai coraggiosi, molti stupidi e molti inetti alzarono la voce, egli abbassò la sua a tal punto che un mio caro amico di settant’anni (Francesco Guglielmino), leggermente sordo dall’orecchio destro, mi domandò un giorno rannuvolato se Blandini non parlasse così piano per scoraggiare lui dal venire a quel caffè”.

___________________________________________________

    DAFNE
Sorge rosea dal mare la giovine aurora; diffonde
la radiante luce per l’aere sgombro di nubi.
Le pallide viole rilevano il tenue stelo
che la fredda rugiada piegò nella notte silente.
Alla divina luce susurra la selva dei mirti
e tremano le foglie dell’albero sacro ad Atena.
L’anima vegetale gioisce. Nè forse ricordi
la paurosa fuga che strinse il tuo fragile cuore,
Dafne, quando l’ardente Apollo inseguì le tue orme.
Serena è a te la vita se più la tua linfa non sente
i fremiti del sangue: ignara del folle destino
che grava su la terra, tu sogni la pace infinita.

( Da “Poesie” di Arcangelo Blandini, Milano , 1932 )

“Apollo e Daphne “, tela del Veronese  (San Diego Museum of Art)

624px-Apollo_and_Daphne_by_Veronese,_San_Diego_Museum_of_Art.JPG

Pubblicato in Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , , | 13 commenti

Fosca visione

Imprecisate e vaghe
le sensazioni nate
dall’onirica tua comparsa
sì sfuggente e nebulosa,
spesso appari fulminea
per svanire d’improvviso
a  pupille già provate
stralunate ed incredule,
eppur da nulla alterate
se non da vision latente.

Così eterea la tua forma
pare suono fuori campo,
note udite ma indistinte,
nuovo sogno appena nato
e già interrotto sull’istante;
chissà se un dì potrò captare
dalle chiare tue sembianze
questo mistero evanescente
che m’intriga e mi conduce
a soluzione inconcludente.

Daniela Cerrato, 2017

__ Dipinto di Agostino Arrivabene __

Agostino Arrivabene..jpg

Pubblicato in Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , | 26 commenti

Haiku 18.04

Rosso berretto
picchia tuo becco
legno boschivo.

Daniela Cerrato, 2017

Immagine di Ulisse Aldrovandi, naturalista (1522-1605)

ULISSE ALDROVANDI Green Woodpecker [late 16th century].jpg

Pubblicato in Haiku, Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | 6 commenti