Lingua e natura

Rebloggo con estremo piacere queste riflessioni di Franco Arminio che condivido in toto.

comunità provvisorie

Si potrebbe pensare che l’immiserimento della natura abbia riflessi anche sull’immiserimento della lingua. Oggi le immagini, le parole, i ritmi non sono più suggeriti dalla Natura, ma dalla Rete. E così abbiamo una lingua e una politica che sa di chiuso. Bello sfuggire alla tentazione dello sguardo apocalittico sull’Italia di oggi. Bello cercare i luoghi che non sono stati riempiti, i luoghi che non interessavano a nessuno, quelli poveri, impervi, fuori mano. In questi luoghi l’Italia si dà ancora. E allora ti puoi stupire guardando il muso delle vacche nel bosco di Accettura, guardando un vecchio in un orto del Salento o un contadino che ara in un pomeriggio sardo. Il viaggio in Italia va fatto senza ansie di compiacimento o di denuncia. Andare in giro, guardare come cambiano città e paesi, Torino oggi è molto diversa da come era negli anni settanta, l’Aquila è una citta doppia: la città…

View original post 737 altre parole

Annunci
Pubblicato in Senza categoria | 6 commenti

Quote di respiro

Piccola grande pace
in manciate di semplicità
e solitario respiro,
l’avvolgente profumo in vasca
il morbido manto del gatto
che ricambia affetto profuso,
tenera visione del letargo d’un ghiro
la vegetazione di un bosco
e le sue tremule presenze,
la penombra di una stanza
con le sue temporanee assenze,
lungo un lido deserto
all’alba di un clima autunnale.
Cerco pace tra fluttuanti movimenti
di uno scacciapensieri che oscilla
nel riflessi blu di un fluente uadi;
perdermi nel volo di rondine o farfalla
quello il senso di profonda quiete,
veste dell’anima che ha sciolto i nodi
tra i fili di entità ingarbugliate.

Daniela Cerrato, 2017

Pubblicato in Senza categoria, Poesia | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Prima che sia brace

Quando lacrima stinge
dai vetri l’opaca condensa,
quando il freddo
dipinge silenzi sui rami,
odi ancestrali richiami
dal camino che scoppietta
in rossastre faville
e dispensa calore
dai ceppi scuri.
Le lingue d’ombre sui muri
proiettate tra fioca luce
sono  magri fantasmi
che si agitano nervosi,
pare chiedano altra legna
come bimbi freddolosi,
perchè non si estingua
la loro macabra danza.
Malìa di fiamma,

calor di materno ventre,
carezza lieve nella sera…
l’odore di quel fuoco,
le sue movenze leggiadre,
l’aranciata atmosfera,
sono ipnotico gioco
che conduce alla notte.
Raccontami una storia
prima che diventi brace.

Daniela Cerrato, 2017

fire-767762_960_720.jpg

Pubblicato in Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , , , , , | 6 commenti

Canto del servo pastore (F. De Andrè)

Dove fiorisce il rosmarino c’e’ una fontana scura
dove cammina il mio destino c’e’ un filo di paura
qual’è la direzione nessuno me lo imparò
qual’è il mio vero nome ancora non lo so

Quando la luna perde la lana e il passero la strada
quando ogni angelo è alla catena ed ogni cane abbaia
prendi la tua tristezza in mano e soffiala nel fiume
vesti di foglie il tuo dolore e coprilo di piume

Sopra ogni cisto da qui al mare c’è un po’ dei miei capelli
sopra ogni sughera il disegno di tutti i miei coltelli
l’amore delle case l’amore bianco vestito
io non l’ho mai saputo e non l’ho mai tradito

Mio padre un falco mia madre un pagliaio
stanno sulla collina i loro occhi senza fondo seguono la mia luna
notte notte notte sola sola come il mio fuoco
piega la testa sul mio cuore e spegnilo poco a poco
(F.De Andrè)

Pubblicato in musica, Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , | Lascia un commento

A Piera e le altre *

All’alba della vita tra rifugi e lavoro
nove gigli bianchi respiravano guerra,
anime arse,  ora voci in eterno coro
nel camposanto sotto coltre di terra.
Sfuggite alla trincea, per natura  madonne,
e a bombe incombenti sganciate distanti,
di altro dramma, forgiando innocue penne,
morirono abbracciate tra urla strazianti.
Divampato il fuoco, solo Alda in strada
si salvò dall’incendio che bloccò l’uscita,
comune fu il lutto nella centrale contrada
che si unì alle ceneri di ciascuna vita.
A settantatrè anni da sì atroce morte
si tramanda di loro innocenza il profumo,
poco più che bambine private d’una sorte
che un ferro rovente tramutò in tetro fumo.

Daniela Cerrato, 2017

* Questi versi sono dedicati alle nove giovani astigiane conosciute come ” Le Brusaje” che persero la vita nel 1944 mentre stavano lavorando in una fabbrica che produceva penne stilografiche. Al rientro in ditta dal rifugio antiaereo, cessato l’ allarme, a causa di un ferro rovente sfuggito di mano, che cadendo finì tra materiale altamente infiammabile come la celluloide, si sviluppò l’incendio che causò la tragedia. La più giovane vittima, Piera, aveva 14 anni; Alda fu quella che si salvò precipitandosi in strada. Un monumento le ricorda nel cimitero cittadino.

IMG_6286

Pubblicato in Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , , , , | 6 commenti

L’arte del manifesto, post dedicato a Viki come da promessa :-)

L’arte del manifesto pubblicitario nacque in Italia a fine ‘800 e raggiunse il suo apice nel primo ‘900. Faticò a crescere poichè v’era carenza di tipografie in grado di realizzare prodotti di qualità. Così nelle Officine Grafiche Ricordi, specializzate nella stampa di spartiti musicali, nacque  una sezione dedicata alla creazione e stampa di manifesti; da qui uscirono campagne pubblicitarie come quella per i grandi Magazzini Mele. I fratelli Mele furono precursori nel settore pubblicitario, comprendendo l’importanza e la forza di quel mezzo e dal 1895 le loro campagne si avvalsero di artisti come Marcello Dudovich e Leopolodo Metlicovitz.
Nel 1895 alla Biennale di Venezia furono esposti per la prima volta i manifesti pubblicitari, opere rappresentanti una società elegante e dedita ai divertimenti. La pubblicità del primo Novecento si rivolgeva esclusivamente alla borghesia della società italiana, che poteva permettersi determinati consumi; così simboleggiano le belle donne disegnate da Dudovich che pur pubblicizzando prodotti di largo consumo aono rappresentate come icone di una élite privilegiata, in ambientazioni raffinate dai dettagli preziosi, con uno stile molto vicino a quello di un dipinto.
Cappiello, considerato il precursore dei pubblicitari, basò la sua comunicazione sulla memorabilità, fu il vero inventore del manifesto-marchio, capace di comunicare immediatamente l’essenza del prodotto. Il primo esempio di manifesto-marchio lo realizzò nel 1903 per una piccola ditta di cioccolato, la Klaus, desiderosa di un manifesto che catturasse l’attenzione. Cappiello realizzò così il celebre cavallo rosso cavalcato da una donna in abito verde, su sfondo nero e scritte in giallo.
Diversamente nei manifesti di Seneca per la Buitoni non compare la pasta in primo piano come si potrebbe immaginare, ma singolari personaggi come la suora, il cuoco o il bambino. Il pubblico in quel caso non bada più al prodotto ma al personaggio.
I cartellonisti che hanno segnato l’arte pubblicitaria nei primi anni di regime furono i futuristi e Depero fu l’artista più significativo e che ha lasciato il segno nel settore pubblicitario. Celebre il sodalizio artistico con la Campari; questa collaborazione fu importante perché i grandi industriali, come Campari, iniziarono a comprendere l’importanza del cartellone pubblicitario e della sua straordinaria capacità di persuasione.
Indubbiamente, la presenza dei futuristi diede al settore pubblicitario un’impronta di stile. La pubblicità divenne così il trionfo della sintesi e dell’originalità, si passa a un manifesto dall’impatto forte, surreale, bizzarro, ricco di slogan in diagonale, con un certo tipo di lettering e dai colori forti, scioccanti. Le strade dovevano trasformarsi in musei a cielo aperto, elevando il manifesto pubblicitario ad arte, cosa che non tutti gli riconoscevano.
Celebri i manifesti di Plinio Codognato per la Fiat, dove la macchina è rappresentata in un contesto surreale tanto che sembra volteggiare.
Le donne disegnate da Dudovich per la Rinascente sono eleganti e chiacchierano o si tengono per mano mentre passeggiano allegre, o sono riprese al trucco, o mentre sdraiate prendono il sole in costume da bagno.
In alcuni manifesti interviene anche la censura per coprire gambe o seni troppo provocanti, o per italianizzare termini stranieri. Citiamo il caso del cognac Ramazzotti che divenne l’arzente in un manifesto di Gino Boccasile.
Le opere di cartellonisti quali Metlicovitz, Cambellotti, Martinati, Dudovich, Diulgheroff, Craboni, Cappiello, Nizzoli,Seneca, Riccobaldi, Sepo divennero delle vere opere d’arte; al tempo stesso anche pittori già affermati come Adolfo De Carolis, Adolfo Hohenstein, Aleardo Terzi, Plinio Nomellini, Galileo Chini, Leonardo Bistolfi, Vittorio Grassi, Umberto Boccioni, Sironi si dedicarono alle arti applicate cui il manifesto pubblicitario appartiene. Impossibile resistere a questo mezzo di comunicazione di così forte impatto e dalle immagini che seguono si può ben comprendere il perchè…

( Fonti  da vari siti web; alcune immagini risultano rimpicciolite per impaginazione )

 

 

 

Pubblicato in Arte, Senza categoria | Contrassegnato , , , , | 27 commenti

Rebecca – Eugenio Montale


Ogni giorno di più mi scopro difettivo:
manca il totale.
Gli addendi sono a posto, ineccepibili,
ma la somma?

Rebecca abbeverava i suoi cammelli
e anche se stessa.
Io attendo alla penna e alla gamella
per me e per altri.
Rebecca era assetata, io famelico,
ma non saremo assolti.
Non c’era molt’acqua nell’uadi, forse qualche pozzanghera,
e nella mia cucina poca legna da ardere.
Eppure abbiamo tentato per noi, per tutti, nel fumo,
nel fango con qualche vivente bipede o anche quadrupede.
O mansueta Rebecca che non ho mai incontrata!
Appena una manciata di secoli ci dividono,
un batter d’occhio per chi comprende la tua lezione.
Solo il divino è totale nel sorso e nella briciola,
Solo la morte lo vince se chiede l’intera porzione.

(Eugenio Montale, Rebecca da Satura II, Satura)

Pubblicato in Poesia, Senza categoria | Contrassegnato , | 3 commenti

“…Chi si lega ai ricordi si sa non può andare lontano…” (De Andrè-Fossati)

Pubblicato in musica, Senza categoria | Contrassegnato | 10 commenti

Disarmonia

Sismiche scosse
in cuore pulsante,
tempesta di rabbia
e brucior di congiuntiva,
nervosa insonnia
da idea ossessiva,
carosello frustrante
tra lenzuola e cuscino
nella mente una nebbia
e un refrain di pensieri
di sostanza dubbia,
vorrei solo fosse mattino
ma è utopia delirante.
Scompiglio e frastuono,
non odo null’altro
che dell’animo il tuono.

Daniela Cerrato, 2017

tumblr_oxzm3eQKO21v8ak7xo1_540

Pubblicato in Poesia, Senza categoria | Contrassegnato | 9 commenti

Per sconosciuta meta

Senza fare biglietti
ho deciso di partire
non porterò bagagli
l’occorrente è nel cuore,
ho una mappa in tasca
di terracquei tracciati,
trarrà a sorte l’indice
puntato a occhi chiusi.
Un punto sulla carta
servirà per ritrovarmi,
per archiviare ricordi
e seppellire sotto rena
impossibili sogni.
Lascio a te la scelta
di pensarmi folle o codarda
ma nel mazzo di carte
la regina di cuori
avrà sempre il suo nome
ed io regina di fiori
resterò in disparte,
felice di aver colto
il delicato petalo d’un cuore.

Daniela Cerrato, 2017

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato | 15 commenti