quel fenomeno che arresta le ciglia

Quando il cielo pare sostenga
un omogeneo palco di malinconia
chiedi che lassù qualcuno dipinga
come sempre fece in vita sua.
Vedo Wassily coi colori pagliacci
giocoliere di zuppi pennelli
sta tracciando piste di volo
per stormi di ludici uccelli,
non attendo che tela trasudi
e si possa visionar meraviglia
già lo vedo così chiaramente
quel fenomeno che arresta le ciglia.

-Daniela Cerrato

 

“The Bird” by Wassily Kandinsky

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«L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro.»
Vassily Kandinsky

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L’arte di Joshua Burbank

Ho scoperto nelle mie scorribande per il web Joshua Burbank, un artista californiano nato nel 1968 che utilizza una tecnica mista collage + acrilici + gommalacca per creare le sue composizioni accattivanti, dai colori caldi e variegati; alcuni ritratti sembrano ispirati a dei classici rinascimentali, anche se lui dice di ispirarsi molto alle moderne pubblicità di shampoo o altri prodotti per poi rivoluzionarle in qualcosa di più classico. Il risultato mi pare comunque interessante.

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Ethel Leontine Gabain (1883-1950)

Dedico questo spazio ad alcune opere dell’artista franco inglese Ethel Leontine Gabain, vissuta tra il 1883 e il 1950, moglie del pittore John Copley, sinora a me rimasta sconosciuta. Come spesso avviene, mi è capitato sotto gli occhi un dipinto che mi ha invitata ad iniziare la ricerca di altri lavori. Oltre ai ritratti ha dipinto anche paesaggi e nature morte, ma nel caso specifico ho scelto di proporre questi che seguono in quanto accomunati da un filo conduttore particolare: sono tutti ritratti di donne dai volti malinconici, dai colori romantici, tenui, mai chiassosi anche quando c’è qualche nota di colore più vivo. Per queste sue rappresentazioni si è avvalsa prevalentemente della stessa modella, Carmen Watson, che ha posato per lei più di sessanta volte.

La prima immagine è la foto dell’artista.

Portrait of Ethel Gabain - Private Collection

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(c) Peter Copley; Supplied by The Public Catalogue Foundation

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Giacomo Grosso alla Pinacoteca Albertina

Giacomo Grosso

Giacomo Grosso ( 1860 –  1938) “La Ninfea”, 1907

Giacomo Grosso fu un artista purtroppo già dimenticato nell’immediato dopoguerra sia dai collezionisti che dalla critica che per un certo periodo lo snobbò, tuttavia resta uno dei rappresentanti di maggiore  importanza nella pittura italiana nel passaggio tra ‘800 e ‘900, quando maturò successi a Parigi e Vienna e nelle varie esposizioni internazionali. Fu rivalutato per fortuna  dopo la mostra alla Promotrice di Torino nel 1990 ; la pittura di Grosso mette in risalto  il suo senso assoluto per il colore, la sua abilità ritrattistica nel definire con gusto anche i dettagli scenografici ed è un inno alla bellezza della natura osservata e dipinta in tutte le sue espressioni. Lo portarono al successo internazionale queste innate doti pittoriche con cui diede un’impronta personale ai volti, ai corpi fasciati dai vestiti sontuosi , ed anche ai  nudi sensuali e voluttuosi, ai paesaggi come ai fiori e alle nature morte. Questa occasione  che si presenta nelle prossime settimane  a Torino credo sia da non perdere per riscoprire questo artista dal carattere complesso e provocatorio che ricoprì anche la carica di senatore del Regno.

http://www.pinacotecalbertina.it/dal-28-settembre-la-grande-mostra-di-giacomo-grosso/

Di qui passarono alcuni maestri della pittura

Sennelier

Questa è una foto d’epoca, dei primi ‘900, dello storico negozio di colori parigino Sennelier,attivo ancor oggi in Quai Voltaire.
I pittori europei fino alla metà del ‘700 si procuravano i pigmenti in farmacie ben fornite dove trovavano anche spezie resine e minerali importati dall’Oriente e dall’Africa. Poi iniziarono ad esserci a Parigi negozi specializzati solo in colori, definiti appunto Marchands de Couleurs, che rapidamente si moltiplicarono a diventare circa 600 a fine ‘800. Nel 1887 Gustave Sennelier ne aprì uno in cui inizialmente vendeva vernici pronte; poi passò a creare la propria gamma di colori, macinando e miscelando i pigmenti nel suo laboratorio, creando sfumature a richiesta per pittori che iniziarono a rifornirsi nel negozio di Quai Voltaire n°3, come Gauguin, Soutine e Bonnard, per citarne alcuni dei più importanti.
Pare che Degas entrato nel negozio per acquistare dei pastelli nelle varie tonalità del marrone suggerì al proprietario di creare altre svariate sfumature della stessa tinta; così salirono a una trentina le tonalità di marrone utilizzate dal pittore. Nel 1948 Henri Sennelier fu contattato da Picasso che gli chiese di creare un colore già pronto da utilizzare su qualsiasi superficie; e Henri creò i pastelli ad olio, dal pigmento prevalente di cera che Picasso poi iniziò ad utilizzare.E come lui Modigliani, Kandinsky, Chagall e Dalì. La fortuna di questo negozio perdura tuttora,la sua storia si tramanda da quattro generazioni.

magazin2interno del negozio a inizio ‘900marque de fabrique déposée le 29 décembre 1890 par Gustave Sennelie  EPOQUE3EPOQUE4

La natura misteriosa di Alice Brasser

Alcune opere dell’artista olandese Alice Brasser, nata nel 1965 ad Alkmaar.
Mi sono particolarmente piaciute per la tavolozza con cui dà vita a una natura misteriosa, a scenari campestri e notturni illuminati da una luce irreale a tratti quasi fluorescente. Coraggiosi accostamenti di blu e neri, rosso e indaco, trasformano la realtà in una rappresentazione surreale, quasi in uno sconvolgimento dei codici dei colori primari, che offre un risultato accattivante e originale, dal colpo d’occhio immediato e di grande effetto anche a distanza.

Per chi ha piacere di  approfondire, qui il suo sito: http://www.alicebrasser.com/

 

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La Sicilia vista da John Picking

Condivido l’interessante articolo de l’ Inchiestasicilia sulla pittura di John Picking, artista britannico il cui sito personale è a quest’altro indirizzo: http://www.johnpicking.com/versione%20italiana/Introduzione.htm

http://www.inchiestasicilia.com/2017/05/05/la-sicilia-di-john-picking-dallalto-visioni-e-mito/

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Colori in laguna

Verso sera in laguna
si riflettono sull’acqua
tinte forti che paiono
striature dei preziosi
cristalli soffiati di Murano,
il multilingue vociare diurno
si placa per le calli
incassate tra i palazzi
che raccontano storie
millenarie e al soffio
del grecale aumenta il rollìo
delle barche ormeggiate,
dondolano alcune gondole,
cullandosi al romantico
eco di amorevoli sospiri
e altre sfilano ancora,
sotto i ponti dei canali,
affascinate dalla luna
che richiama la notte.

Daniela Cerrato, 2017

Carlo Carrà ( 1881-1966), Venezia, 1907.

Carlo Carrà (Italian, 1881-1966), Venezia, 1907.