lungo la via

Il freddo non ha natiche su cui sedersi
nè appoggia gomiti al davanzale
ha ginocchia e piedi veloci, ciglia folte
mani avviluppate in moffole colorate
che non toglierebbe per un bruscolino.
Di fretta al mattino elude superfluo
canticchia in sè un suono metallaro
aggiusta il bavero a spaccare il giorno.
La pista per pattinaggio osserva muta
un centro città ancora assonnato
disturbato da un mese anticipato
di suoni e frastuoni per ciò che non sarà.

Daniela Cerrato

Luciano Ori, i vetri rotti, 1991

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

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