Manolo Valdes, artista poliedrico e sperimentatore

Manolo Valdes

Manolo Valdés nasce a Valencia, Spagna, l’8 marzo 1942. Nel 1948 entra nella locale scuola dei Domenicani dove studia fino al conseguimento del diploma di maturità. Nel 1957 si iscrive alla Scuola di Belle Arti San Carlos di Valencia, che tuttavia lascia due anni più tardi per dedicarsi alla pittura. Nel 1962 tiene la sua prima mostra personale alla Galleria Nebli di Madrid e nel 1964, assieme a Jean A. Toledo e Rafael Solbes, fonda il gruppo Equipo Cronica. Nelle loro opere vengono combinati elementi della Pop Art inglese e americana ispirandosi inoltre alle opere di maestri come Pablo Picasso e Diego Velásquez.

Manolo Valdés-Perfil-I, 2013-collage

Manolo Valdes, desnudo azul

Toledo lascia il gruppo nel 1965, ma Valdés e Solbes partecipano a numerose altre mostre, tra le quali “Kunst und Politik” esposta a Karlsruhe, Wuppertal e Colonia nel 1970. Il gruppo si scioglie con la morte di Soldes nel 1981.

Valdés nel 1991 espone alla Marlborough Gallery di New York e nel 1995 tiene la sua prima personale in Italia alla galleria d’arte Il Gabbiano, a Roma. Nel 1999 assieme a Carles Santos ed Esther Ferren, rappresenta la Spagna alla Biennale di Venezia. Nel 2002 il Guggenheim Museum di Bilbao gli dedica una retrospettiva. Il suo lavoro è un meticoloso lavoro di fusione di dettagli catturati da dipinti di grandi maestri come Matisse, Manet, Francisco Goya, Pablo Picasso, ecc., con cui forma uno stile personale che pratica una revisione storica senza annullare il valore dell’originale. Al suo attivo anche numerose sculture, raffinate e ispirate aispirate a Diego Velázquez; l’artista attualmente vive e lavora a New York.

Valdés è un artista poliedrico, la sua ricerca espressiva e formale è in grado di unirsi alle voci provenienti dal passato della storia dell’arte. Il linguaggio visivo vitale, lo studio della materia, il personale realismo pittorico, il ricorso a stratificazioni multidimensionali e le opere in grande scala, sono solo alcuni dei tratti distintivi di Valdés che rendono il suo stile immediatamente riconoscibile. Le sue opere mostrano quanto la passione per l’arte lo spinga a cercare nuova espressività testando materiali inusuali, colori pastosi e bituminosi, dettagli luminosi e sostanze grezze che imprimono oggetti materici e corposi sulle tele; con la lavorazione del legno, del prezioso alabastro e la fusione di resine e bronzo riesce a dar vita a originali sculture.

L’esposizione del 2021 “Manolo Valdés. Le forme del tempo”, ha riportato l’artista spagnolo a Roma dopo ben 25 anni di assenza; esposte una settantina di opere tra quadri e sculture in legno, marmo, bronzo, alabastro, ottone, acciaio, ferro, alcune delle quali di imponenti dimensioni , provenienti dallo studio dell’artista e da autorevoli collezioni private, una traccia del percorso creativo di Valdés dai primi anni Ottanta.

Il 2022 lo vede presente in Italia, dal 18 aprile al 27 novembre presso la sede veneziana della Galleria d’arte Contini.

Autore: Daniela

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/ email: danycer@fastwebnet.it

12 pensieri riguardo “Manolo Valdes, artista poliedrico e sperimentatore”

      1. ogni epoca ha i suoi geni e i suoi capolavori; Piero della Francesca come Piero Di Cosimo o Crivelli sono e rimangono dei grandi del loro tempo

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