Sfarfallìo amoroso

Rimarrò con te prima e dentro i sogni
con la nudità senza malizia di una bimba
sceglierò l’angolo caldo del tuo braccio
per appoggiarvi il viso ed i capelli
sentirò il tuo respiro che si fa riso
mentre invento per te i nomi più strani
con cui chiamarti a seconda dell’umore
e sotto il piumone che offre il suo tepore
ci addormenteremo col sorriso sulle labbra
felici di trovarci legati anche nel sogno
ove tutto ha i colori da noi decisi
sarà bello navigare dentro la notte
mordicchiando i dolcetti preferiti
senza dover nascondere ad altrui occhi
cosa si cela oltre i semplici canditi.

Daniela Cerrato, 2018

Nell’immagine: “Senza tempo, nella luna, nel vento” opera di Sara Stradi

Senza tempo - nella luna, nel vento.jpg

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Quand(t)o si parla di cuore

Questa non è certo una critica, ma una personale riflessione sull’argomento più trattato fra post e commenti in rete e mi riferisco ovviamente all’amore, ormai declinato in tutte le sue varianti di attuale modernità. Chi pare al settimo cielo per averlo trovato, chi da buon ottimista è convinto sia “per sempre”, chi dice che l’amore vero non esiste, ed eternamente insoddisfatto ne è comunque sempre in palese ricerca. Già in passato esimi pensatori, poeti e scrittori han descritto con sublimi versi il sentimento perno di vita e ancor oggi vengono scritti testi a riguardo di estrema bellezza che aiutano a comprendere l’universo del cuore. Ma tornando al presente desideravo sottolineare la moltitudine di pagine-blog ove fiumi di aforismi scorrono in sequenza, tanto per sottolineare e catturare uno stato d’animo più o meno momentaneo; in verità ce ne sono alcuni di acuta originalità, altri fanno sorridere, altri si prestano bene come placebo per ogni situazione vissuta.
Già, ma il punto sta proprio lì, nella situazione personale, nel vissuto di ognuno che si fonda su esperienze diverse e necessita di specifiche riflessioni ed attenzioni; mi vien da pensare che molte persone che postano solamente rosei selfies e aforismi tendano a trattare con troppa facilità un sentimento così profondo, su cui ci sta benissimo qualche spiritosa battuta e qualche frase fatta, ma non ci si dovrebbe fermare solo a tale contenuto che diviene peraltro nauseabondo. A mio parere sarebbe un bene parlarne meno e viverlo più consapevolmente, considerando non solo gli altrui errori ma soprattutto i propri.
Si massifica tutto oggigiorno, e fa tristezza vedere che anche l’amore spesso viene ammassato in un calderone ove è sufficiente amalgamare i lessicali ingredienti per sentirsi già meglio…chissà se tale metodo per qualcuno funziona poi davvero, per quanto mi riguarda avrei già da obiettare sulle parole di quel tale che diede vita all’ormai proverbiale “mal comune, mezzo gaudio”…

– Daniela Cerrato, 2017

Ernst Klimt, “Francesca da Rimini e Paolo”
Ernst Klimt - Francesca da Rimini e Paolo

Intimo sfizio

Galleggia il pensier mio
nell’aria della sera,
come foglia d’arido autunno
che s’abbevera cadendo
e alla fonte si specchia
per un intimo sfizio;
di lieve canto è l’inizio
d’amor che non invecchia,
anzi s’espande trasalendo
ed ogni vibrazione è cenno
che il desìo non è chimera
e il cuor tuo incanta il mio.

-Daniela Cerrato, 2017

(immagine: “Urban fall” by Bomb Creator-Deviantart)

fontana e foglia

Cuori barricati

Ci giunse l’ultimo rintocco dagli automi
ad arrestare la congiunzione est ovest
che diametralmente all’opposto ci vide
fautori di amplessi mentali in anteprima,
sfatato ogni scusante vincolo d’impossibile
giungemmo a un futuro sequestrato
da noi stessi, nella lacerazione in cui
ci salutammo per assurde vite disgiunte.
e in quell’ultimo bacio ancora gli echi
di quel rintocco, poi l’impietosa realtà,
promessa di eternità lasciata fermentare
nei cuori barricati e uniti per sempre.

Daniela Cerrato, 2017

Automi di San Giusto, Trieste

San_Giusto_Automi

 

In cosmico silenzio

Eppure ancora esiste
quel pezzo di cielo nostro
proiettato nello spazio siderale
tra miliardi di corpi fluttuanti,

brillerà perennemente la nostra luce
accorpata nell’immortale poliedro,
testimone di splendido infinito
precisa immagine d’un peccato assolto;

noi resteremo là, a danzare in eterno
il walzer del  cosmico silenzio,
come statue di ghiaccio cristallino
in un tempo senza estate o inverno.

Daniela Cerrato, 2017

Frederick Hart, “Prologue”, acrylic sculpture, 2000

Frederick_Hart_Prologue_Acrylic_Sculpture_2000

Il suono del sistro

Parole interrotte, sillabe mute
strozzate dal bacio,
domina il cuore
in un silenzio fecondo,
indugi disciolti tra chiome slegate,
spalle ignude, seni offerti,
brivido trasmesso perdura
oltre il desiderio stemperato sulle labbra
in un tempo dilatato, senza arresto.
La carne esulta, l’anima vola
in dimensioni lontane, sfiora l’eternità
e nell’inebriante sinergia dei sensi
si ode il suono del divino sistro.

Daniela Cerrato, 2017

Nefertari con in mano un sistro, Abul Simbel

Nefartari-tenant-un-sistre-a-Abou-Simbel

Note di swing

Nella sala adibita al ballo
brillavano gli occhi degli amanti
tra le note di un vecchio swing,
confluenze di sguardi
impassibili ad altre presenze
erano poesie d’amore,
le migliori che avessero
mai letto. Tutti osservavano
la loro squisita eleganza,
le lunghe collane di perle
sull’aderente vestito rosa,
i gemelli luccicanti
su impeccabili polsini
dal contrastante candore
su un gessato nero corvino,
i loro movimenti precisi
aggraziati dai luminosi sorrisi.
Eppure la cosa più bella
da scorgere in loro
era proprio quell’intesa,
di occhi puntati sugli occhi,
stelle di un altro cielo
in una galassia nel cosmo sospesa.
Chissà dove brilleranno ora.

Daniela Cerrato, 2017     (Immagine da web)

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